MEDIUS TERRA COMPAGNIA MUSICALE-TEATRALE
presenta
Bastoni e Fiori

 

 

 

 

 

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Bastoni e Fiori un’opera musicale e teatrale di carattere popolare formata da un insieme
di canzoni e monologhi attraverso i quali si racconta una storia.
L'opera nasce dalla collaborazione da quattro giovani artisti: Davide Calvi (compositore delle musiche), Francesca Fasullo (cantante) , Giuseppe Fasullo (scrittore dei testi e del monologo) e Franco Bertuzzi (attore che ha curato l’adattamento teatrale dei monologhi). A completare  la formazione della compagnia hanno aderito al progetto artisti di alta qualità esecutiva ed improvvisativa: Gigi di Gregorio (saxofono) Nicola Boschetti (chitarra) Paolo Grappeggia (contrabbasso) Chicco Accornero (batteria)

LA TRAMA

 L'opera parla di due vecchi amici d'infanzia, Salvatore Sciuscià e Michele Manorio, che il destino mette l'uno contro l'altro. Cresciuti in una cittàdel sud immaginaria, i due grandi amici sono costretti a lasciarsi a causa del trasferimento dei genitori di Salvatore in una città del Nord.
I due ragazzi sono soliti giocare  con due diversi mazzi di carte. Uno da poker, di Michele e uno di carte napoletane, di Salvatore. In segno di amicizia, qualche giorno prima della partenza si scambiano due carte: un Asso di Bastoni e un Asso di Fiori. Per i rimanenti giorni passati insieme iniziano a chiamarsi ASSO DI FIORI E ASSO DI BASTONI, soprannomi che gli rimarranno per tutta la vita.
Crescendo Salvatore si arruola nei Carabinieri, fino a diventare un ufficiale. Si innamora di una donna del nord che muore dando alla luce suo figlio Piero, che a sua volta si arruolerà nell'Arma.
Diventato capitano gli viene comandato di tornare al suo paese di origine per sventare il boss della mafia locale. Lo accompagnerà suo figlio usato come spia.
Inizialmente rimane spaesato dalla diversità dei luoghi che ritrova, ma lentamente arriva a innamorarsi della città, pur non capendone alcuni aspetti, come si intuisce alla fine del monologo. Man mano che l'opera avanza vengono evidenziati aspetti positivi (la bellezza dei luoghi e la bontà della gente) e negativi (la corruzione malavitosa) grazie anche alle belle ed evocative canzoni dell'opera.
Nel finale che vede la morte di Piero e di Marzia (fidanzata incinta di Piero) vengono messi in dubbio i valori d'onore e giustizia che  hanno reso il protagonista una persona incorruttibile e per certi versi chiusa alle emozioni.
Il carabiniere scopre che il capo della malavita locale è in realtà il suo antico amico Michele, che ucciderà in un conflitto a fuoco.

IL TEMA

Pur non entrando mai direttamente nell'argomento è chiara nell'opera la volontà di mettere in evidenza i contrasti che caratterizzano le grandi città del sud. Grandi risorse che non vengono sfruttate in modo adeguato conducono persone che vorrebbero essere oneste verso il male.La facilità con cui la criminalità recluta personale tra i disoccupati, obbligati ad entrare in giri illegali per sfamare i figli, porta il popolo di quei luoghi a pensare alla mafia come ad una “soluzione” e non come ad una “piaga”.Di questo si rende conto, seppur lentamente, il personaggio Salvatore che alla fine addirittura arriva a chiedersi chi sia dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata. E ciò è anche evidenziato dal fatto che non riesce a condannare pienamente il suo collega brigadiere corrotto!L'argomento, di grande attualità, che ha radici forti nel passato viene affrontato con grande chiarezza e spezzato dalle evocative canzoni.